wild horses, splendido 50enne
"Wild Horses" , oltre ad essere la migliore ballata dei Rolling Stones, è considerabile uno dei picchi assoluti della storia del rock. Pubblicata come singolo il 12 giugno 1971 (all'interno del capolavoro Sticky Fingers), la canzone cattura un momento di straordinaria grazia e vulnerabilità, un contraltare perfetto alla tipica insolenza sfrontata della band.
Il brano è una ballata intrisa di country-rock, un genere su cui Keith Richards stava sperimentando molto in quel periodo, complice la profonda amicizia con Gram Parsons. L'intreccio delle chitarre acustiche a 12 corde e l'uso della chitarra resofonica (dobro) creano un tappeto sonoro malinconico, caldo e avvolgente. Non c'è fretta nel brano: il ritmo avanza lento, quasi rassegnato, ma potente.
Spesso Mick Jagger è celebrato per il suo carisma da animale da palcoscenico, ma in Wild Horses offre una delle sue interpretazioni vocali più intime e struggenti. La sua voce è nuda, priva di filtri, capace di trasmettere un senso di dolore e, al tempo stesso, di dondolante dolcezza.
Il fulcro del brano è il celebre ritornello:
"Wild horses couldn't drag me away" (I cavalli selvaggi non potrebbero portarmi via).
Un verso che è diventato un manifesto universale di devozione e legame indissolubile.
Sulla paternità del brano il dibattito è aperto da sempre ....: il salto folle (e che follemente suona naturalissimo) tra il si- della strofa ed il la- dell'intro e del ritornello, non sembrano proprio farina del sacco di Mick, così come la linea melodica ed il testo. Ma c'è da dire che eravamo in pieno amore tormentato con la Faithfull, quindi tutto può essere................
La storia della musica cosiddetta leggera è formata da capisaldi incrollabili ed apparentemente eterni. Certamente questa splendida ballata è uno di questi
PS: qui la sentiamo splendidamente eseguita, molti anni dopo l'ucita del singolo, nell'ambito del progetto acustico di Stripped.....forse la versione più bella...



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