Tony, splendido ottantenne

 

Festeggiare gli 80 anni di Tony Levin significa celebrare l'uomo che ha letteralmente ridefinito le possibilità espressive del basso nella musica moderna. 

Nato a Boston il 6 giugno 1946, Levin non è solo un bassista e contrabbassista straordinario; è un innovatore tecnologico, un pilastro del progressive rock e, senza esagerare, uno dei turnisti più influenti della storia del pop-rock mondiale.

Dotato di una solida formazione classica (ha studiato alla prestigiosa Eastman School of Music e suonato nell'orchestra filarmonica di Rochester), Levin ha scelto presto di applicare quel rigore e quella profondità a territori decisamente più rock ed eclettici.

La sua carriera è legata a doppio filo a due giganti della musica:

Peter Gabriel: dal 1977, il basso di Levin è la colonna vertebrale del sound di Gabriel. È sua la linea di basso pulsante e indimenticabile di Sledgehammer, ottenuta con un uso magistrale del plettro e del compressore, rimasta nella storia della musica pop.
King Crimson: Entrato nella band nel 1981 per l'album Discipline, Levin ha contribuito a rivoluzionare il progressive rock integrando elementi di New Wave e minimalismo. La sua intesa ritmica con Bill Bruford prima e con Pat Mastelotto poi ha ridefinito il concetto di "sezione ritmica".


Ma ciò che rende Levin una vera leggenda è il suo approccio pionieristico allo strumento. Ha sdoganato l'uso del Chapman Stick (uno strumento a corde suonato picchiettando le dita sulla tastiera, che unisce basso e chitarra) ed è l'inventore dei Funk Fingers, delle vere e proprie bacchette di legno che si fissano alle dita per colpire le corde del basso, creando un suono percussivo unico, udibile chiaramente in tracce come Big Time di Gabriel (ed il cui uso, per molti come chi ora scrive, rimane del tutto misterioso....)

Il suo curriculum come turnista tocca vette impensabili: ha suonato in Double Fantasy di John Lennon, ha collaborato stabilmente con i Pink Floyd (in A Momentary Lapse of Reason), Lou Reed, Paul Simon, Alice Cooper, David Bowie, e persino con artisti italiani come Claudio Baglioni ed Eros Ramazzotti, Ron e soprattutto Ivano Fossati, il cui intervento in brani quali "labile" è riconoscibilissimo.

Oggi, a 80 anni, con il suo inconfondibile look (testa rasata e baffi iconici) e una vitalità artistica intatta che lo vede ancora costantemente in tour con i suoi progetti (tra cui i Levin Brothers e i Liquid Tension Experiment), Tony Levin rimane il perfetto esempio di come la tecnica sopraffina possa mettersi totalmente al servizio del groove e dell'emozione. 

Buon compleanno a un gigante assoluto della musica, a uno di quelli che "stanno dietro" ma che segnano il sound di (almeno) un'epoca come pochi.



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