Eastwood ! una carriera piena di paesaggi sonori
Il ritiro dalle scene di Clint Eastwood alla soglia dei 96 anni, recentemente confermato dal figlio Kyle , chiude uno dei capitoli più monumentali della storia del cinema. Per sette decenni lo abbiamo identificato con lo sguardo d'acciaio del pistolero o con il ringhio del detective, eppure dietro l'armatura del duro di Hollywood si è sempre nascosta un'anima profondamente "melodica".
Il rapporto tra Clint Eastwood e la musica non è stato un semplice elemento di contorno, un piacevole o anche suggestivo orpello...., ma una seconda pelle, una passione viscerale che ha plasmato la sua intera filmografia.
Prima ancora di diventare un'icona del grande schermo, il giovane Clint era un pianista jazz e blues autodidatta, cresciuto ascoltando i giganti del boogie-woogie e del be-bop. Quando Sergio Leone lo scelse per la Trilogia del dollaro, Eastwood comprese immediatamente la potenza della musica applicata alle immagini, lavorando in perfetta simbiosi con i temi epici e desolati di Ennio Morricone.
Ma fu quando prese in mano le redini della regia che il suo legame con le note divenne assoluto.
Il jazz, in particolare, è stato il filo conduttore della sua poetica:
Il debutto alla regia: Nel 1971, per il suo primo film da regista Brivido nella notte (Play Misty for Me), scelse come perno della trama il celebre standard jazz Misty di Erroll Garner.
L'omaggio a Charlie Parker: Nel 1988 ha diretto Bird, capolavoro biografico dedicato alla vita tormentata di Charlie Parker, vincitore del Grand Prix tecnico a Cannes e rimasto una delle più grandi lettere d'amore mai scritte al jazz dal cinema americano. In generale, per chi scrive, è nell'olimpo dei film sul jazz al pari soltanto di Round Midnight e di Mo' Better Blues...
La pittura del Sud: In Mezzanotte nel giardino del bene e del male (1997) ha celebrato il canzoniere di Johnny Mercer, radunando interpreti eccezionali come Tony Bennett e quella Diana Krall per la quale tutti stravedono tranne il sottoscritto (ma ne parleremo un'altra volta...).
Con il passare degli anni, Eastwood ha progressivamente fatto a meno dei grandi compositori orchestrali per firmare in prima persona le colonne sonore dei suoi film. Le sue partiture sono specchio fedele del suo stile di regia: minimaliste, essenziali, prive di fronzoli, spesso affidate a un solo pianoforte o a una chitarra acustica solista.
Temi struggenti come Claudia's Theme in Gli Spietati, o le intere colonne sonore di Mystic River, Million Dollar Baby e Changeling portano la sua firma. Sono melodie accennate, quasi sussurrate, capaci di scavare nei silenzi dei suoi personaggi più di mille parole.
Questa immensa eredità musicale continua a vivere non solo nelle sue pellicole, ma anche nella sua stessa famiglia: il figlio Kyle Eastwood è oggi un affermato contrabbassista e compositore jazz, con cui Clint ha collaborato a stretto contatto in film come Gran Torino (di cui Clint ha scritto e cantato il bellissimo e crepuscolare tema dei titoli di coda insieme a Jamie Cullum).
Ora che il "Monco" ha deciso di riporre la macchina da presa e godersi il meritato riposo, ci lascia una lezione d'arte totale.
Clint Eastwood ha diretto i suoi film con il ritmo e la sensibilità di un musicista jazz, sapendo esattamente quando accelerare, quando improvvisare in un solo ciak e, soprattutto, quando lasciare spazio al silenzio tra una nota e l'altra.



Commenti
Posta un commento