auguri a Robert Fripp, splendido ottantenne
Oggi, 16 maggio 2026, Robert Fripp taglia il traguardo degli 80 anni. Se il rock progressivo ha avuto un cervello matematico, rigoroso e spietatamente innovativo, quel cervello appartiene indubbiamente a lui.
Chitarrista, compositore e unico membro fisso dei King Crimson fin dalla loro fondazione nel 1969, Fripp ha ridefinito il modo di concepire la chitarra elettrica, trasformandola in uno strumento di precisione geometrica e, al tempo stesso, in un generatore di paesaggi sonori astratti.
Il Re Cremisi e i Frippertronics
La carriera di Fripp è indissolubilmente legata ai King Crimson. Da capolavori epocali come In the Court of the Crimson King (che di fatto inventò il prog) fino alle trame geometriche e post-punk di Discipline negli anni '80, Fripp ha costantemente distrutto e ricostruito la sua creatura, rifiutando ogni forma di nostalgia.
Ma l'impatto di Fripp va ben oltre la sua band. Insieme a Brian Eno, ha sviluppato i Frippertronics, un sistema di loop di nastri magnetici che ha anticipato di decenni l'uso delle loop station moderne, ponendo le basi per la musica d'ambiente e la drone music.
L'uomo delle collaborazioni leggendarie
Il temperamento inflessibile e lo stile cerebrale di Fripp lo hanno reso il collaboratore perfetto per alcune delle menti più geniali della musica leggera, capaci di cercare il suo tocco quando un brano aveva bisogno di una scossa imprevedibile:
David Bowie: Il contributo di Fripp su Heroes è leggendario. Quel riff di chitarra straziante, epico e infinito che trascina la title track fu improvvisato da Fripp in studio, registrato al primo colpo. Ha prestato la sua genialità geometrica a Bowie anche nell'album Scary Monsters.
Peter Gabriel: Fripp ha prodotto il secondo album solista dell'ex Genesis e ha suonato nei primi tre, regalando soluzioni taglienti e d'avanguardia a pezzi storici.
David Sylvian: Una collaborazione straordinaria e raffinatissima, culminata nell'album The First Day (1993), un perfetto punto d'incontro tra il progressive d'autore e l'art-pop.
Talking Heads & Blondie: La sua versatilità lo ha portato a inserire i suoi fraseggi ipnotici in Fear of Music dei Talking Heads e persino nell'assolo di chitarra di Fade Away and Radiate di Blondie.
La disciplina del Guitar Craft
Seduto rigorosamente su uno sgabello, impeccabile nel suo completo a tre pezzi, Fripp ha sempre trattato la musica come una disciplina spirituale e filosofica. Attraverso i suoi corsi di Guitar Craft (e successivamente del Guitar Circle), ha insegnato a generazioni di musicisti non solo una tecnica (tra cui l'Accordatura Standard Nuova), ma un vero e proprio approccio etico all'ascolto e alla presenza sul palco.
Oggi, a 80 anni, tra la sacralità della sua avanguardia e l'ironia tagliente dei video casalinghi condivisi negli ultimi anni con la moglie Toyah Willcox, Robert Fripp rimane l'ultimo, vero scienziato pazzo della chitarra rock.
Un uomo che ha camminato costantemente nel futuro.



Mi accodo all'innapuntabile contributo del Full non solo sottolineando ogni frase ma aggiungendo una considerazione di fatto superflua. Non ne vogliano vari mostri sacri della chitarra rock, ma se c'è un vero caposcuola questo è Senza dubbio Fripp, per quanto sia riduttivo confinarlo nell'area pop/rock (bene ha detto in mio socio a proposito della Drone e della Avantgarde latu sensu). In un certo modo di vedere, Fripp sta alla chitarra Rock come Metheny sta a quella Jazz (e anche in questo caso è un concetto riduttivo). Si potrà concordare che entrambi hanno condotto studi sulla mutazione genetica dello strumento, di fatto girando pagina, riformulandone il concetto, ampliandone i registri spingendosi in territori prima del loro avvento inesplorati.
RispondiEliminaMi unisco, oltretutto da grandissimo fan, alla celebrazione del maestro dell'estasi controllata, del suono che si spinge costantemente oltre i confini, che curiosamente e pervicacemente va alla ricerca di nuovi orizzonti percettivi contribuendo più o meno consciamente all'ampliamento delle umane competenze percettive.
splendido intervento, spunto di discussione potrebbe essere la definizione di rock, forse riduttiva per RF.....direi che qui siamo all'architettura colta applicata (anche) al rock e al pop, ma non so se lo indicherei quale maestro di chitarra rock. E' un maestro, amatissimo dagli addetti ai lavori (sintomatica una bella foto che ho trovato in rete ove è insieme ad Andy Summers, senza dubbio uno dei chitarristi che ha influenzato di più, tanto nel fraseggio quanto nei suoni), capace di mettere la propria "zampa" ovunque senza sputtanarsi mai, e non è poco
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