una delle (poche?) gemme dei '90 compie 35 anni
Si sa che dalle parti di Interplay non si amano proprio follemente i novanta, anni che si ritengono scollinanti e privi di quelle sperimentazioni dei decenni precedenti che hanno reso la musica cosiddetta leggera un fenomeno culturale di grande rilievo.
Ma nel grunge inteso in senso lato va riconosciuta una qualche scintilla d'originalità, che questo disco, a nostro avviso, rappresenta forse meglio di tutti gli altri......
Temple of the Dog (oggi, nel1991.....35 anni fa, cari i miei cari diversamente giovani.....) non è solo un album, è un momento irripetibile nella storia del rock. È il disco che ha trasformato un lutto collettivo nella scintilla che ha acceso l'era del Grunge.
Ecco perché rimane fondamentale ancora oggi:
L'album nasce dalla volontà di Chris Cornell (Soundgarden) di onorare la memoria del suo amico e coinquilino Andrew Wood, leader dei Mother Love Bone, morto di overdose nel 1990. Cornell chiamò a raccolta gli ex membri della band di Wood (Stone Gossard e Jeff Ament), a cui si unirono Mike McCready, Matt Cameron e un allora sconosciuto Eddie Vedder.
perché vale la pena (ri?)ascoltarlo:
La Voce di Cornell: Qui Chris Cornell raggiunge vette emotive incredibili. Brani come Say Hello 2 Heaven sono la prova definitiva della sua estensione e della sua capacità di trasmettere dolore puro senza mai risultare stucchevole.
L'Incontro con Eddie Vedder: Il disco segna il debutto discografico di Vedder. Il duetto in Hunger Strike è leggendario: la voce baritonale e cavernosa di Eddie che si intreccia con quella "celestiale" e graffiante di Chris è uno dei momenti più alti degli anni '90.
Oltre il Grunge "Sporco": A differenza del suono distorto e aggressivo dei primi Soundgarden o dei Nirvana, questo album ha un'anima molto più blues e soul (sarà per questo che ci piace....?). È un disco di ballate elegiache, jam psichedeliche (come gli 11 minuti di Reach Down) e un calore acustico che anticipa la maturità del genere.
Say Hello 2 Heaven: Il lamento funebre per eccellenza, potente e straziante.
Hunger Strike: Il singolo perfetto, un inno generazionale sulla lealtà e l'integrità.
Call Me a Dog: Una ballata soulful che mette in mostra il lato più vulnerabile del gruppo.
In sintesi: È un "supergruppo" nato prima ancora di essere tale (i Pearl Jam non avevano ancora pubblicato Ten). È un disco sincero, privo di cinismo commerciale, che cattura la fratellanza della scena di Seattle prima che diventasse un fenomeno mondiale.



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