Pink Floyd: i dubbi (irrisolvibili...?)

 


I Pink Floyd non sono solo una band; sono un campo di battaglia filosofico. Da oltre cinquant’anni, fan e critici si dividono su dicotomie che sembrano non trovare mai una sintesi definitiva. 

Analizziamo i grandi "bivi" che hanno segnato la storia del gruppo e che ancora oggi alimentano discussioni infinite.

​1. Syd Barrett vs. Il Dopo: Psichedelia o Prog?

​È il dibattito primordiale. Da una parte c'è chi ritiene che l'unica vera anima creativa fosse quella di Syd Barrett: il genio folle, il "diamante pazzo" che ha inventato la psichedelia britannica con The Piper at the Gates of Dawn.

  • La tesi pro-Syd: Senza di lui, i Pink Floyd sono diventati una macchina troppo tecnica e razionale, perdendo quell'innocenza anarchica e fiabesca.
  • La tesi pro-Waters/Gilmour: Senza l'uscita di scena di Syd, la band sarebbe implosa. La "trasformazione" ha permesso di passare dalle "filastrocche" acide alle suite architettoniche come Echoes e ai concept universali, nonché alla produzione di alcuni indiscutibili capolavori.

​2. The Final Cut: Capolavoro o "Scarti di The Wall"?

​Uscito nel 1983, The Final Cut è l'album della discordia. Richard Wright era già stato allontanato e il disco è, a tutti gli effetti, un'opera solista di Roger Waters eseguita dai Pink Floyd.

  • I detrattori: Lo considerano un insieme di "outtakes" (scarti) di The Wall. Troppo verboso, privo delle dinamiche di gruppo e musicalmente scarno, quasi un monologo teatrale.
  • Gli estimatori: Lo difendono come uno dei lavori più liricamente potenti e crudi della storia del rock. Un requiem toccante per il sogno del dopoguerra, dotato di un'accuratezza sonora quasi maniacale.

​3. L'Eterno Dilemma: Roger Waters o David Gilmour?

​Questa è la frattura che ha spaccato il fandom in due fazioni inconciliabili: in sintesi eccessivamente estrema: il cervello o il sound? Indubbiamente i due si integravano e perfezionavano a vicenda ed i grandi capolavori non sarebbero stati tali senza entrambi.

Poi prevalse una sorta di patetico "asilo Mariuccia" assolutamente non degno delle loro intelligenze, che ha portato a episodi da settenni incommentabili (vedi Waters che toglie Dave dalle foto dei Pink durante i propri concerti.....)


4. Gli Anni Post-Waters: Veri Pink Floyd?

​Quando Gilmour prese le redini con A Momentary Lapse of Reason (1987), la battaglia legale fu feroce.

  • I critici: Sostengono che la band sia diventata un'entità commerciale dedita a replicare un "suono" predefinito per riempire gli stadi, perdendo l'innovazione che li aveva contraddistinti.
  • I difensori: Vedono in album come The Division Bell il ritorno alla collegialità e alla musicalità eterea che mancava dai tempi di Wish You Were Here, celebrando la rinascita di un gruppo che era stato soffocato dall'ego di Waters.
  • In conclusione: Forse la forza dei Pink Floyd risiede proprio in questa tensione irrisolta. Come in un prisma, la loro identità cambia a seconda di come la si guarda. Non esiste una risposta "giusta", perché ogni fase ha risposto a un bisogno diverso dell'anima: lo smarrimento (Syd), la ricerca (gli anni '70), la rabbia (Waters) e la nostalgia (Gilmour).

Commenti

  1. Bravo Full. Riflessione di filosofia della musica. Condivisibile e stimolante. Personalmente trovo nettamente in declino il postwaters anche se non privo di cose interessanti. Il periodo Barrett è storia a sé. Il periodo successivo si suddivide in due sottoperiodi: da Saucerful a Wish in cui tutti danno un contributo; da Animals a Final (che io considero capolavoro) in cui il dominio di Waters è evidente. Resta il fatto che le alchimie di gruppo non si sono ripetute nelle sortite solistiche. A parte forse Pros and Cons di Roger e On a Island di David, il resto è triste ripetizione Senza grandi momenti di vera ispirazione

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    1. quoto completamente le tue osservazioni, soprattutto l'oggettiva "le alchimie non si sono ripetute"......il che dimostra che il sound senza composizione non crea capolavori (...di massima) e neanche il contrario. Poi che a me singolarmente piacciano molti dischi di entrambi è lo specchio di una partigianeria da fan, che ovviamente non conta.

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