60 anni fa...: inizia l'avventura
esattamente sessant'anni fa, il primo aprile del 1966, veniva pubblicato il primo singolo di David Bowie....e iniziava, con un brano modesto e schiettamente sixties, una delle più grandi, se non la più grande avventura musicale del secondo Novecento.....
"Do Anything You Say" è un tassello affascinante, sebbene spesso trascurato, della vastissima discografia di David Bowie. Pubblicato nel 1966 dalla Pye Records, rappresenta il Bowie pre-fama, ancora alla ricerca della propria identità artistica prima di diventare l'icona "spaziale" che tutti conosciamo.
In questo periodo, un giovanissimo David Jones (non ancora Ziggy Stardust) era fortemente influenzato dal mod-pop e dal R&B britannico. Il brano riflette perfettamente l'energia della Swinging London degli anni '60.
Genere: Mod / Pop-Rock.
Atmosfera: Energica, ritmata e leggermente ingenua se paragonata ai capolavori successivi.
Voce: La timbrica è già riconoscibile, ma lo stile è più impostato e vicino ai canoni dei gruppi beat dell'epoca.
Pur con una valutazione oggettiva e un tantino spietata (il singolo davvero non è un granché...non darei più di 5....) ricordiamoci sempre chi e cosa iniziano qui..........e pensiamo alla parabola, in 50 anni di attività giusti giusti (66-16), fatta dal Duca Bianco per regalarci gli infiniti capolavori che ci ha regalato.....: beh, tutto parte da qui
...schematizzando...:
| Pro | Contro |
| Energia pura: Un ritmo trascinante che mette voglia di muoversi. | Derivativo: Suona molto simile a quanto fatto dai The Who o dai Kinks nello stesso periodo. |
| Evoluzione: È fondamentale per capire come Bowie sia passato dal pop commerciale alla sperimentazione. | Produzione: Un po' datata rispetto agli standard qualitativi che Bowie avrebbe raggiunto solo tre anni dopo. |



Condivido l'affermazione di 'piu grande avventura musicale' (ovviamente FullG si riferisce al genere pop/rock). Bowie ha incarnato (in quanto alieno caduto sulla terra) più di ogni altro il concetto di uomo-spettacolo. Grande nei testi, immenso nelle musiche e nelle intuizioni, interprete inarrivabile.
RispondiEliminaassolutamente d'accordo....sul discorso generi si potrebbe dibattere a lungo con però pochi fondamentali quesiti....: 1, vera la frase attribuita sia ad Armstrong che ad Ellington (ma non escludo altri...), che "i generi non esistono e c'è solo musica buona o cattiva" e 2 quanto pesa il concetto di popolarità...?..: se un brano di qualità (di qualunque genere) diventa popolare, "vale di più" di un brano apprezzato da una pur preparatissima nicchia? (sembrano banalità ma non le sono...: sotto vi si annida uno dei più grandi problemi social culturali del nostro tempo............)
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