Zingaro: una finestra aperta sull'anima (di Chet e nostra...)
Se esiste un momento in cui la musica smette di essere semplice suono e diventa una confessione a cuore aperto, quello è la versione di "Zingaro" incisa da Chet Baker per la colonna sonora del documentario Let's Get Lost (1988), capolavoro assoluto del quale riparleremo....
Registrata nell'ultimo anno di vita del trombettista, questa interpretazione del classico di Antônio Carlos Jobim non è solo una cover bossa nova: è il testamento spirituale di un uomo che ha consumato la bellezza ed il dolore fino all'ultima goccia.
Nel 1987, quando Bruce Weber iniziò a filmare Let's Get Lost, Chet Baker era l'ombra del "James Dean del jazz" degli anni '50. Il viso era una mappa di rughe scavate dagli eccessi, ma la sua sensibilità musicale era rimasta intatta, anzi, si era fatta più essenziale. Usando la perfetta definizione di Enrico Rava, ormai era diventato il migliore nell'uso delle sole "note necessarie", oppure, come diceva Miles, delle 400 che conosceva, sapeva scegliere le 4 giuste......
In "Zingaro" (conosciuta anche come Retrato em Branco e Preto), Chet si spoglia di ogni virtuosismo tecnico per cercare la pura emozione.
Quando Chet imbraccia la tromba, il tempo sembra fermarsi. Il suo assolo in "Zingaro" è magistrale per come gestisce i silenzi. Non usa note alte o passaggi veloci; sceglie note medie e gravi che vibrano con un calore soffuso. Ogni nota è pesata, come se fosse l'ultima che gli è rimasta a disposizione.
La produzione della colonna sonora accentua l'intimità. Il pianoforte di Richie Beirach e il contrabbasso di George Mraz creano uno spazio notturno, fumoso, perfettamente coerente con l'estetica in bianco e nero del film. È una musica che sembra provenire da una stanza d'albergo a notte fonda, dove le luci della città filtrano dalle persiane chiuse.
Molti artisti hanno eseguito "Zingaro", ma la versione di Chet Baker è l'unica che riesce a trasmettere un senso di inevitabilità.
L'autenticità: Chet non sta interpretando un personaggio; lui è lo zingaro, il viandante senza meta che ha girato il mondo perdendo pezzi di sé lungo la strada.
La vulnerabilità: È raro ascoltare un musicista così esposto. La sua fragilità non è un limite, ma la sua forza più grande.
"Zingaro" in Let's Get Lost rappresenta l'ultimo picco di un genio che, nonostante la distruzione fisica, riusciva ancora a trovare la strada verso la purezza assoluta. Ed è, insieme all'intero disco (che, ripetiamolo, è un capolavoro assoluto, come tutto il film) il saluto migliore e più struggente che potesse regalarci



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