la grinta e la dolcezza
Nella radio impazzava Sultans of Swing e nei negozi di dischi (c'erano ancora e vivevano bene) andava a ruba l'album d'esordio dei Dire Straits, band ormai leggendaria che si identificava nel suo leader Mark Knoplfler.
Era una musica che difficilmente poteva non impattare. Sembrava di sentire un Bob Dylan più grintoso, più attento alla musica e con le dita che volavano sulla chitarra. Nonché una voce maggiormente calda e avvolgente. Non voglio mancare di rispetto a Dylan (che non occupa peraltro posizioni alte nella classifica dei miei gusti, ma della cui grandezza non si può discutere troppo), tuttavia il tributo sembrava piuttosto cospicuo. C'era anche una forte ombra di Neil Young ma meno orientata al Country. Insomma, non troppo 'nuovi' (ricordiamo che in quegli anni esplodevano fenomeni come David Byrne, Sting, Joe Jackson, tanto per citarne alcuni e il rock stava cambiando) tuttavia innovativi nell'esprimere un qualcosa che in musica mi ha sempre fatto pensare al guanto di velluto a rivestire un pugno di ferro. Rock'n'roll senza compromessi, basso, batteria e due chitarre, una delle quali volava in alto. Mi verrebbe quasi da provocare il FullG dicendo che l'assolo di Tunnel of Love è il più sfacciatamente bello della storia del pop-rock. Vediamo se lui che ne sa molto più di me raccoglie e commenta.
In ogni caso, in soli sei album (poi Knoplfler sciolse il gruppo e andò avanti da solo, visto che comunque scriveva testi e musiche e si occupava della prima chitarra) hanno reinventato un genere (inconfondibili) evolvendo un poco alla volta (introduzione delle tastiere a partire dal terzo disco Making Movies, allargamento dei confini della forma-canzone nella quasi-suite Telegraph Road dal quarto album, irrobustimento progressivo della band con l'introduzione di musicisti del calibro del grandissimo Phil Palmer che contribuì a dare sostanza all'ultimo disco, alla collaborazione con Sting nella straordinaria Money for Nothing) fino a dire tutto ciò che da dire avevano. La delicatezza di certe ballate come Romeo and Juliet, Love over Gold, Brothers in Arms è difficilmente superabile. L'invenzione melodica e gli sviluppi sono sovente di altissimo profilo, la voce un po' strascicata accarezza e morde allo stesso tempo. Che altro dire?! Dire Straits. Si perdoni la battuta.



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