Orietta, la rai e lo stato delle cose....
Nel festone di piazza per celebrare il passaggio dal 2025 al 2026 (!), trasmesso dall'immancabile e irrinunciabile rettangolo da salotto sul canale statale che tutti paghiamo, Orietta Berti, vestita da Raissa Gorbaceva nei momenti migliori, canta "finchè la barca va", in un tripudio di lustri e lustrini, "nani e ballerine" vari. Ecco, questa mi pare essere la miglior sintesi possibile della situazione italiana in senso lato, politico, culturale, sociale...... Detto col rispetto che si deve alla persona ed alla storia dell'Orietta, prima vittima di questa patetica giostra....
Uno può dire "ma dai, ce stiamo a divertì, la cantiamo tutti". Vero, cantare, che so, "smisurata preghiera" o "bodhisattva" sarebbe un po' più complesso, e probabilmente neanche del tutto giusto (il pop in senso ampio ha le sue leggi, anche corrette, e vanno rispettate...), ma non possiamo notare, oltre all'evidente trash, che potrebbe essere anche piacevole, più fonti di imbarazzo.
Il clima generale, l'approccio estetico, la scenografia....: il tutto è a metà strada tra i peggiori sud America e Russia, esattamente come accade nella produzione delle serie televisive, ove la distanza dalla professionalità ed il rispetto della contemporaneità dei tanto criticati "'merregani" è abissale.
Siamo culturalmente immersi in un involontario goliardico terzo mondo: battute da villaggio vacanze, ex vip onnipresenti nel rettangolo da salotto, nullafacenti e nullapensanti di varie risme, fighe e fighi a vanvera. Il tutto condito sistematicamente da musica di merda. E tutti profumatamente pagati. Da noi.
Sarà pure che ormai il partito GPR (grigliate, prepotenza e raeggeton, con il potentissimo sottogruppo del neomelodico) trionfa indisturbato e temo sia pesantemente maggioranza, ma per chi -povero lui- "viaggia in direzione ostinata e contraria" son tempi durissimi.
Pena.
Per il riferimento, geniale, a Raissa Gorbaceva, ringraziamo Max Ronchi.



Commenti
Posta un commento