luci ed ombre dell'ennesimo libro su Battisti....


L'autrice non manca di furbizia, e questo possiamo darlo per assodato: con un'encomiabile mossa di puro manavantismo da far impallidire un buon avvocato con un cliente che ha torto, nelle prime pagine si chiede quale sia l'utilità del libro e perché scriverlo (tra gli altri motivi non avendo vissuto l'epoca battistiana). Ai lettori l'ardua sentenza.

Successivamente si lancia nell'ardita quando non profondissima tesi che tutte le epoche sono uguali e che oggi gli artisti hanno gli stessi problemi d'allora. Ovvero, il frutto argomentativo della "cultura" imperante dopo decenni di rimbambimenti televisivi e social...: ma sì, tutto il mondo è paese, è sempre stato tutto così, tutto uguale. Sì, sta cippa: fosse vero Hitler sarebbe stato come Kohl, Mussolini come De Gasperi, Van Gogh come Fontana e Mozart come i cugini di campagna. Cari miei, è vero l'esatto contrario: è tutto sempre diverso e mai uguale.... Oggi un Battisti, a mio avviso, non verrebbe considerato da nessuno, nessuno produrrebbe i suoi dischi o crederebbe in lui. Peraltro, va purtroppo riconosciuto, per mille ragioni, culturali, discografiche ecc....che un Battisti in giro oggi non si vede neanche col binocolo. O non c'è (e abbiamo un problema culturale, che mi pare di tutta evidenza) o i discografici non  lo considerano (e abbiamo un altro problema, non meno grave).

Ciò premesso, è tutto da buttare codesto libricino? Direi di no: è un buon "bignamino" della storia di Battisti, con simpatici chiarimenti per i giovinastri quando si parla di cose per loro sconosciute (vedi il juke-box) e  con un impianto  generale godibile e di piacevole lettura.

Finirebbe benissimo se non si lasciasse andare a uno spottone per la nuova Numero Uno (niente a che fare con Lucio o Mogol), per la quale (casualmente?) lavora (o ha lavorato...: la dizione è ambigua) anche l'autrice del libro, la quale, con schiettezza disarmante, ce lo dice nelle note di copertina. Un ultimo capitolo teso a tentar di dimostrare quanto sia coraggioso produrre e distribuire le opere della Rappresentante di Lista........ Come certi film di Spielberg, se fosse finito prima si sarebbe beccato un voto più bello. Alla fine delle opere, qualsiasi esse siano, vanno tenuti a freno i violini...

In conclusione, dunque: 

bignamino battistiano piacevole, auspicabilmente utile per i giovani o comunque chi fosse (se non giovane: colpevolmente) a digiuno delle battistiane cose, non così utile per gli altri.....

voto 7

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