L'Ombrello che Unì il Jazz: L'Incontro Storico tra Louis Armstrong e Dizzy Gillespie


Nel mondo del jazz degli anni '50, esisteva una frattura profonda, quasi ideologica. Da una parte c'era lo Swing e il jazz tradizionale di Louis "Pops" Armstrong, visto dai giovani come musica d'intrattenimento; dall'altra il rivoluzionario Bebop di Dizzy Gillespie, complesso, cerebrale e talvolta spigoloso, ma soprattutto nuovo, nuovissimo tanto da essere quasi irreale.

​Tuttavia, esiste un momento cinematografico che ha saputo ricucire questo strappo: l'esecuzione del brano "The Umbrella Man" durante lo show televisivo Timex All-Star Jazz Show del 1959.

​Due Scuole a Confronto

​Quando Dizzy Gillespie e Louis Armstrong salgono sul palco insieme, il pubblico assiste all'incontro tra due architetti, due maestri indiscussi della tromba:

  1. ​Louis Armstrong: Il padre fondatore. Il suo stile si basava sul lirismo, sul senso del ritmo rilassato (laid-back) e su una presenza scenica magnetica e solare. Non dimentichiamo il suo fondamentale ruolo di cantante (ispirazione riconosciuta di tutti i Tom Waits a venire)
  2. ​Dizzy Gillespie: L'innovatore accademico. Con la sua tromba piegata verso l'alto e le guance gonfie, portava armonie moderne, velocità d'esecuzione ai limiti del possibile e ritmi afro-cubani. Anche lui canticchiava ogni tanto, ma perlopiù per scherzo (la voce simpaticamente da topo gigio non consigliava cose troppo serie...).

​La Performance: "The Umbrella Man"

​Il brano scelto è un pezzo leggero, quasi una filastrocca, che permette ai due di scherzare. Ma dietro le gag e i sorrisi, avviene qualcosa di tecnicamente straordinario:

  • ​Il Dialogo delle Trombe: Le linee melodiche di Armstrong sono pure e cristalline, mentre Gillespie risponde con inserimenti cromatici e salti d'ottava tipici del Bebop. È una conversazione "tra nonno e nipote" (vista l'età forse direi tra zio e nipote) che parlano lingue diverse ma si capiscono perfettamente.
  • ​Lo Scat: Entrambi utilizzano il canto "scat", ma con inflessioni diverse. Armstrong inventa la melodia sul momento; Dizzy la trasforma in un gioco ritmico frenetico.
  • ​Il Rispetto Reciproco: Nonostante i critici dell'epoca cercassero di metterli l'uno contro l'altro, il video mostra una stima immensa. Dizzy guarda Louis con la devozione di chi sa di trovarsi davanti alla fonte originale; Louis osserva Dizzy con l'orgoglio di chi vede la propria eredità portata verso il futuro.

​Il Significato Storico

​Questo incontro ha dimostrato che il jazz non è, non è mai stato e mai sarà fatto di compartimenti stagni. Il Bebop di Gillespie non era una negazione dello Swing di Armstrong, ma una sua evoluzione logica.

​Vederli dividere lo stesso ombrello/palco fu il segnale che il jazz era un'arte unitaria, capace di evolversi senza rinnegare le proprie radici popolari e blues.

​Curiosità: Dizzy Gillespie una volta disse: "Nessun trombettista jazz può suonare tre note senza ringraziare Louis Armstrong". Questa esibizione ne è la prova vivente.

Che poi personalmente consideri Louis Armstrong, come tante cose apparentemente semplici, un "amore adulto" è cosa complessa che non possiamo affrontare alla fine di questo articolo....ne parleremo. 

Intanto godetevi uno dei momenti in assoluto più belli (e più divertenti) della storia del jazz.


 

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