jazz bianco e "secchione", eppur meraviglioso
"Take Five" non è solo un brano; è il momento esatto in cui il jazz ha indossato gli occhiali da vista, ha posato il bicchiere di bourbon e ha deciso di risolvere un'equazione complessa davanti a un pubblico di milioni di persone.
Il Jazz "Secchione": L'Estetica del Rigore
Se il Be-bop era fuoco e sudore, "Take Five" è marmo freddo e simmetria. È l'emblema del jazz bianco e accademico della West Coast: pulito, elegantissimo, quasi distaccato. Dave Brubeck, con la sua formazione classica sotto Darius Milhaud, infonde nel brano una struttura che profuma di conservatorio. Non c'è l'urgenza viscerale di un Charlie Parker, ma c'è la precisione chirurgica di chi vuole esplorare i limiti della teoria musicale senza perdere l'aplomb, ma, attenzione, con l'Anima che ci vuole.
L'Innovazione: La Dittatura del 5/4
La portata innovativa del brano risiede tutta nel suo titolo. Prima di allora, il jazz (e la musica popolare in genere) "ballava" quasi esclusivamente in 4/4 o 3/4.
Il Metro Insolito: L'uso del tempo in 5/4 era considerato "antimusicale" per le classifiche dell'epoca. Brubeck e il batterista Joe Morello rendono naturale ciò che è matematicamente dispari, facendo, qui, davvero scuola.
Il Ruolo della Batteria: Invece di limitarsi ad accompagnare, la batteria di Morello diventa la voce solista principale durante la sezione centrale, mantenendo un ostinato ipnotico che sfida la percezione dell'ascoltatore.
Il Timbro: Il Sax "Senza Vibra"
Il merito della memorabile melodia va a Paul Desmond. Il suo suono di sassofono contralto è l'antitesi dell'aggressività: privo di vibrato, etereo, quasi simile a un flauto. Desmond dichiarò di voler suonare come un "Dry Martini", e "Take Five" è esattamente questo: una bevanda raffinata, perfettamente miscelata, che nasconde una complessità strutturale formidabile sotto una superficie di estrema piacevolezza.
Perché è un Emblema
"Take Five" ha dimostrato che il jazz poteva essere intellettuale e commerciale allo stesso tempo. È il brano che ha portato i tempi dispari nei jukebox, rendendo "cool" la sperimentazione ritmica più astratta. È la dimostrazione che anche un approccio più cerebrale e "da primi della classe" può generare un'emozione universale e immortale. E intanto, se volete lasciarvi andare a riflessioni serenamente depressive, guardate QUI cosa si ascoltava in Italia in quel 1959 -anno di pubblicazione di Take Five-....che dio benedica Buscaglione e la sua rivoluzione.....di cui ovviamente parleremo.....)
Il meraviglioso filmato qui sotto, che immortala il gruppo in uno stato di grazia a dir poco sublime, è stato girato in Belgio nel 1964.



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