Ciao Gianmaria. Noi, la tua voce, continuiamo ad ascoltarla
2016 - 2026. Dieci anni senza Gianmaria Testa. Oggi va di moda direi 'un silenzio assordante'. Nel caso di Gianmaria di assordante non c' è mai stato nulla. Anzi, la sua musica e la sua poesia erano spesso colme di 'discrezione'. Non è facendo chiasso o scrivendo versi di qualità imbarazzante (anche se in molti potrebbero pensarlo) che si fa' arte. E il cantautorato è una forma di arte molto ben definita in cui poesia e musica devono inevitabilmente interagire e vicendevolmente modularsi. Per chi ha seguito quasi tutta la parabola della canzone d'autore italiana non è difficile scorgere in Gianmaria (in compagnia del solo Vinicio Capossela) l'unico e l'ultimo esponente di una qualità che sembra essersi perduta in scuole cantautorali (generazione anni '80) che non esitiamo a definire, con generosità, assolutamente mediocri. Sì, qualche canzone decente e qualcuna anche bella (ad esempio di Bersani) qua e là di alcuni autori è apparsa quasi fosse un'epifania in un grigiore fitto e cupo, dopo le grandi stagioni dei due decenni precedenti. E in questa nebbia Gianmaria Testa illuminava con la sua opera caparbia nel cercare l'intenzione di qualità. Non per nulla musicisti del calibro di Mario Brunello, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi hanno messo i loro strumenti e la propria grande sensibilità al servizio delle sue canzoni.
Molti non lo hanno capito a fondo. Chi lo ha tracciato di essere poco 'personale', un Conte minore o altre idiozie del genere ha dimostrato di rimanere sulla superficie in cui galleggiano solitamente gli imbecilli, o quelli che si accontentano di poco. Ricordo una frase, citata a memoria quindi magari non proprio così, del grande umorista Marcello Marchesi: 'chi si diverte con niente è un ingegnoso, chi si diverte con poco è un cretino'.
E Gianmaria, dal nulla inventava canzoni di apparente semplicità (anche Mozart lo faceva con i suoi capolavori), mai soffocate da masse inutili di suoni invadenti che nascondono spesso il vuoto di pensiero musicale. La sua poesia era altamente apprezzata da Erri De Luca. E, nel nostro piccolo di musicisti semi dilettanti e di indefessi ascoltatori di buona musica, anche da noi.
Da dieci anni Gianmaria Testa non ci scrive più. Ma continua a emozionarci e a farci pensare che la sua era la strada giusta



Commenti
Posta un commento