Ferryboat, splendido quarantenne: l'ultimo vero grande disco di Pino Daniele?
Per molti potrebbe suonare provocatorio, ma se riflettiamo senza pregiudizi ed analizziamo elemento per elemento, non possiamo certo non vedere che in qualunque particolare questo disco è perfetto. E forse è l'ultimo ad esserlo...
Dal punto di vista compositivo è ancora altissimo, sia per le musiche (armonie e melodie perfette) che per i testi (ancora in quella splendida lingua che è il napoletano....: è da quando passerà all'italiano che la questione letteraria si porrà con la massima gravità, senza speranza di soluzione).
Dal punto di vista musicale abbiamo detto: ancora eccellenza. E in quanto ad ospiti di massima qualità, ci si può solo leccare i baffi, da Steve Gadd a Mino Cinelu, all'amico Gato Barbieri, tutti "assoldati" per un risultato perfetto .
Disco da riascoltare con amore infinito e ammirazione incondizionata, sapendo che subito dopo i testi sarebbero peggiorati (come detto, e come mi pare evidente, in italiano sarebbero diventati terribili, quasi sempre), gli arrangiamenti si sarebbero banalizzati e la voce sarebbe diventata sottile e a tratti caricaturale, pur nel mantenimento di una qualità mediamente molto più alta di quella di molti suoi contemporanei e soprattutto dei "nuovi cantautori" o dei facili rap/trapper....: in sintesi, tra i settanta e gli ottanta Daniele era tra i 5 migliori di sicuro (mettendoci dentro anche i mostri sacri).....dopo calerà parecchio, ma rispetto a certe cose continuerà a sembrare Mozart......
In conclusione, pur nel feticismo e nel fanatismo collezionista di quanto vado a dire, non dispiacerebbe un'edizione speciale con inediti, provini o anche live dell'epoca, come han fatto per l'altrettanto perfetto Musicante......chissà



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