Un disco al giorno leva il medico dal turno. Chissà 32!!!



Messaggio per i feticisti del collezionismo. I 32 volumi di 'The book of Angels' a firma compositiva di John Zorn, caleidoscopico e geniale alfiere dell'avantgarde.

Si tratta di una eccezionale raccolta di composizioni zorniane ciascuna delle quali porta il nome di un angelo della religione ebraica. Ogni album è affidato ad un diverso artista o gruppo (alcuni ne interpretano più d'uno in verità) dalle più spiccate culture musicali (classica, jazz, worldmusic) e dalle varie formazioni (dal cello o piano soli a gruppi anche molto numerosi). Spiccano tra gli altri i nomi di Uri Caine e di Pat Metheny a testimonianza della profondità del lavoro. 

I dischi si trovano (bellissimi anche i package) ma bisogna lavorarci un po' tra siti vari (nuovi e usati). Sono in tutto 32 volumi a disco singolo. Speriamo di avervi contagiato nel modo più virulento




Commenti

  1. Zorn è veramente troppo prolifico per i miei gusti, anche se ha fatto cose straordinarie...Però, lo ammetto, uno che fa uscire 10 dischi l'anno mi fa passare la voglia di dedicarmi con costanza alla sua musica.
    Tipo qui: 32 volumi...Pietà! Ci sono troppe cose al mondo a cui dedicarsi.
    Comunque fra le uscite recenti Nove cantici per Francesco d'Assisi merita davvero: 3 chitarre acustiche: Bill Frisell, Julian Lage e Gyan Riley. Stop. Un disco davvero meraviglioso. E poi la copertina è San Francesco nel deserto del Bellini!

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    1. nella cosiddetta leggera è chiamata la "sindrome di Van Morrison - fu di Prince", l'iper produzione che svaluta sorpresa, mistero e spesso, alla fin fine qualità. Un po' perché ti rompi i maroni, un po' perché nessuno sfugge ai cosiddetti tic compositivi, ed è certamente meglio centellinarli......Dio benedica Peter Gabriel e il suo disco ogni "vent'anni"

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    2. Concordo su tutta la linea, e lo dice un fan terminale di Van Morrison (e pure di Neil Young)... Il problema è esattamente quello, la qualità viene "diluita" In dozzine e dozzine di uscite assolutamente prescindibili, dove però la perla viene piazzata quasi sempre e se non ti ci dedichi hai sempre l'impressione di esserti perso qualcosa...

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    3. infatti per me l'acquisto di van morrison rimane un "pizzo" che mi sento di dover pagare, nella piena consapevolezza di quanto sopra. Vale il discorso che facevo per Prince, se degli ultimi 15/20 anni avesse fatto un disco solo, al massimo doppio, con le più belle dei millemila prodotti pubblicati, beh....sarebbe stato un capolavoro totale........

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  2. Concordo sul 'troppo prolifico' relativamente a John Zorn. Addirittura diarroico, mi incuriosisce, non riesco a seguirlo sistemeticamente e sovente lo trovo un po' tedioso e cacofonico. The Book of Angels invece mi ha affascinato. Scoperto per caso acquistando il 20mo volume affidato a Metheny, solo perchè 'era uscito il nuovo album di Metheny' ho trovato interessante l'iniziativa di Zorn di affidare i suoi tunes ebraici ad artisti eccellenti, molti dei quali non consocevo, dimostrando molta flessibilità nel lasciare liberi gi artisti (ora strumenti solisti come piano e violoncello) di 'leggere' in modo personale le proposte zorniane

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